L’Assegno per il Congedo Matrimoniale INPS
Il giorno delle nozze rappresenta una delle tappe più importanti nella vita di una coppia, ma comporta anche una serie di adempimenti burocratici e spese non indifferenti. Per fortuna, lo Stato italiano mette a disposizione una specifica misura di sostegno economico erogata dall’INPS: il cosiddetto bonus matrimonio. Questa agevolazione, nota tecnicamente come assegno per il congedo matrimoniale, permette ad alcune categorie di lavoratori solitamente sprovviste di questa tutela di godere di una licenza matrimoniale retribuita in tutti i casi in cui manchi questa garanzia nel proprio contratto di lavoro.
In questo articolo vedremo nel dettaglio come funziona il bonus matrimonio, chi ne ha effettivamente diritto, quali sono i requisiti necessari, l’ammontare economico spettante e le modalità corrette per presentare la domanda senza commettere errori.
Cos’è il Bonus Matrimonio e a Chi Spetta
L’assegno per il congedo matrimoniale, comunemente ribattezzato bonus matrimonio, è un contributo economico destinato agli sposi in occasione della celebrazione del matrimonio civile o della costituzione di un’unione civile. L’obiettivo principale è garantire un periodo di riposo pagato a coloro che non beneficiano già di una copertura simile all’interno del proprio contratto collettivo di lavoro.
La normativa prevede che il bonus matrimonio possa essere richiesto da entrambi i coniugi o parti dell’unione civile, a patto che almeno uno dei due sia in possesso dei requisiti richiesti dall’INPS. Entrando nel dettaglio, la prestazione spetta alle seguenti categorie:
- Lavoratori disoccupati;
- Operai;
- Apprendisti;
- Lavoratori a domicilio;
- Lavoratori marittimi;
- Dipendenti di aziende industriali, artigiane e cooperative.
Requisiti Fondamentali per Ottenere il Beneficio
Per poter accedere alle somme previste dal bonus matrimonio, i beneficiari devono soddisfare almeno una delle seguenti caratteristiche stabilite dall’ente previdenziale:
- Fruizione del congedo: Sposarsi o sottoscrivere un contratto di unione civile ed entro 30 giorni dalla celebrazione fruire del relativo congedo.
- Requisito lavorativo: Avere un lavoro attivo da almeno una settimana. Nel caso specifico dei soggetti disoccupati, occorre dimostrare che nei 90 giorni precedenti la data del matrimonio si è lavorato per almeno 15 giorni come dipendenti di un’azienda industriale, artigiana o cooperativa.
- Assenza involontaria: Se si è già lavoratori, non essere in servizio al momento delle nozze per cause come malattia, sospensione del lavoro o richiamo alle armi.
Inoltre, l’assegno non spetta ai dipendenti di:
- Aziende industriali, artigiane, cooperative e della lavorazione del tabacco con qualifica di impiegati, apprendisti impiegati e dirigenti;
- Aziende agricole;
- Commercio, credito e assicurazioni;
- Enti locali e statali;
- Aziende che non versano il relativo contributo alla Cassa Unica Assegni Familiari (CUAF).
Si ricorda infine che si può avere diritto a successivi assegni di bonus matrimonio soltanto nel caso in cui i richiedenti siano vedovi, divorziati o sciolti da precedenti unioni civili.
Quanto si Recupera: Il Calcolo dell’Assegno
Il valore del bonus matrimonio non corrisponde a una cifra fissa prestabilita, ma varia in base alla qualifica professionale e alla tipologia contrattuale del richiedente. Lo schema di calcolo si articola in questo modo:
| Categoria di Lavoratore | Valore del Bonus Matrimonio Spettante |
| Operai e Apprendisti | Pari a 7 giorni lavorativi |
| Lavoratori a Domicilio | Pari a 7 giorni di guadagno medio giornaliero |
| Lavoratori Marittimi | Pari a 7 giornate di salario medio giornaliero |
| Contratti Part-time | Pari ai giorni di retribuzione che coincidono con quelli previsti dal contratto |
In ognuno di questi casi, dall’importo lordo complessivo viene detratta una percentuale inferiore al 6% a titolo di quota a carico del lavoratore.
Sotto il profilo della compatibilità, il bonus matrimonio non è cumulabile con le prestazioni di malattia, maternità, cassa integrazione ordinaria e straordinaria, o con i trattamenti di disoccupazione (NASpI). In presenza di queste indennità, l’INPS corrisponderà comunque l’assegno per il congedo matrimoniale perché risulta economicamente più favorevole per il cittadino.
Scadenze e Modalità di Presentazione della Domanda
I termini per inviare la richiesta del bonus matrimonio cambiano a seconda dello stato occupazionale del lavoratore al momento dell’evento:
- I lavoratori occupati devono presentare la domanda direttamente al proprio datore di lavoro alla fine del congedo matrimoniale non retribuito, ed entro una scadenza massima di 60 giorni dalla data del matrimonio o dell’unione civile.
- I lavoratori disoccupati o richiamati alle armi devono invece presentare la domanda direttamente all’INPS entro il termine perentorio di un anno dalla data di celebrazione.
Cosa serve e come inoltrare la richiesta
Quando si avvia la pratica per il bonus matrimonio, bisogna allegare il certificato di matrimonio o dell’unione civile (oppure lo stato di famiglia con i dati dell’atto) rilasciato dall’autorità comunale. Inoltre, è caldamente consigliato possedere un conto corrente bancario o postale per ottenere direttamente l’accredito delle somme tramite codice IBAN.
Mentre i lavoratori occupati si rivolgeranno al proprio datore di lavoro, i disoccupati o richiamati alle armi possono presentare la domanda all’INPS attraverso tre canali:
- Online: Autonomamente sul sito web dell’INPS tramite credenziali telematiche.
- Telefono: Chiamando il Contact Center Multicanale al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure allo 06 164 164 (da rete mobile a pagamento).
- Patronato: Rivolgendosi a un istituto di patronato che offre assistenza gratuita per compilare la domanda in modo corretto.
L’INPS effettuerà il pagamento tramite bonifico presso l’ufficio postale o mediante accredito sul conto corrente indicato.
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